Installazione del POS da parte di professionisti e imprese

Installazione del POS da parte di professionisti e imprese

di Nicla Corvacchiola
Ai sensi dell’art. 15 comma 4 del D.L. 18 ottobre 2012 n. 179 (convertito dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221), come modificato dall’art. 9
comma 15-bis del D.L. 30 dicembre 2013 n. 150 (convertito dalla Legge 27 febbraio 2014, n. 15), “dal 30 giugno 2014, i soggetti che
effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti
effettuati attraverso carte di debito”. Ad oggi non è stata prevista nessuna specifica sanzione nei confronti di coloro che omettono di
dotarsi di mezzi di pagamento elettronici (POS) con la conseguenza che il professionista che, intenzionalmente o per mera colpa, ometta di
munirsi di tali strumenti non ha motivo di preoccuparsi.
Il mio commercialista mi ha comunicato che dal 1° luglio devo abilitare il bancomat nel mio studio dentistico. Volevo chiedere se tale nuova
disposizione è obbligatoria per noi medici o diversamente si può fare a meno di installare il bancomat senza incorrere in sanzioni?
In merito al quesito prospettato si fa rilevare che l’installazione del Pos presso lo studio professionale è un obbligo che è entrato in vigore dal 30
giugno 2014, ma la mancata installazione da parte del professionista non è sanzionabile, almeno per il momento.
Un breve excursus della nuova disposizione normativa ci aiuterà a comprendere meglio la portata della norma.
Sulla base di quanto disposto dell’art. 15, comma 4 del D.L. n. 179/2012, i commercianti, i prestatori di servizi e gli studi professionali, sono
tenuti dal 1°luglio 2014 ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.
In attuazione di tale disciplina, è stato emanato il D.M. 24 gennaio 2014, contenente definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante
carte di debito ex art. 15, commi 4 e 5 del D.L. n. 179/2012.
In particolare, il sopra citato decreto ha stabilito che:
l’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a 30,00 euro, disposti
a favore dei soggetti, rientranti nella definizione di “esercente” (beneficiario – impresa o professionista – di un pagamento, abilitato
all’accettazione di carte di pagamento anche attraverso canali telematici), per l’acquisto di prodotti o la prestazione di servizi (artt. 2
comma 1 e 1 lett. d) del D.M.);
in sede di prima applicazione, e fino al 30 giugno 2014, l’obbligo di accettazione di pagamenti elettronici sarebbe valsa solo per le attività
commerciali o professionali che avessero presentato un fatturato, nell’anno precedente a quello in corso del quale è effettuato il
pagamento, superiore a 200.000,00 euro (art. 2 comma 2 del D.M.).
La nuova disposizione normativa sarebbe dovuta entrare in vigore il 28 marzo 2014, ovvero decorsi 60 giorni dalla sua pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale (art. 3 comma 3 del D.M. 24 gennaio 2014), avvenuta il 27 gennaio 2014 ma l’art. 9 comma 15-bis del D.L. 30 dicembre 2013
n. 150, inserito in sede di conversione nella L. 27 febbraio 2014, n. 15, ha sostituito, nell’ambito dell’art. 15 co. 4 del D.L. n. 179/2012, le parole
“30 giugno 2014” alle precedenti “1° gennaio 2014”, prorogando di fatto l’entrata in vigore della norma.
La nuova disciplina, a partire dalla predetta data del 30 giugno 2014, sarà quindi applicabile nei confronti di tutti gli operatori coinvolti rispetto a
richieste di pagamenti superiori a 30,00 euro.
Sul punto è da sottolineare come il Consiglio Nazionale Forense, nella circolare 20 maggio 2014 n. 10-C-2014, ha sottolineato come la previsione
normativa, che risponde ad un chiaro intento semplificatorio, non stabilisca affatto che tutti i professionisti debbano dotarsi di POS, né che tutti i
pagamenti loro indirizzati dovranno essere effettuati in questo modo a partire dalla data indicata, ma solo che, nel caso il cliente voglia pagare
con una carta di debito, il professionista sia tenuto ad accettare tale forma di pagamento.
A ben vedere, prosegue la circolare, la disposizione in parola introduce un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, ed il suo campo di
applicazione è necessariamente limitato ai casi nei quali saranno i clienti a richiedere di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio
carico per il tramite di carta di debito. Ipotesi che potrebbe anche non verificarsi mai. In ogni caso, qualora il cliente dovesse effettivamente
richiedere di pagare tramite carta di debito, e il professionista fosse sprovvisto del POS, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della
mora del creditore (artt. 1206 e seguenti Codice civile), che non libera il debitore dall’obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di
rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito.
Questa impostazione è stata fatta propria anche dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro nella circolare 29 maggio 2014 n. 12.
Caso Risolto 3 luglio 2014.
L’assenza di un vero e proprio obbligo giuridico ha trovato anche un avallo ministeriale, per il tramite di una risposta all’interrogazione n.
5-02936 in Commissione Finanze alla Camera, fornita l’11 giugno 2014 dal Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Enrico
Zanetti.
Facendo riferimento alla suddetta circolare 20 maggio 2014 n. 10-C-2014 del Consiglio nazionale Forense, Zanetti ha ribadito che la mancata
installazione del POS dal 30 giugno 2014 non produrrà un inadempimento sanzionabile, né, tantomeno, una perdita del credito, ma determinerà
esclusivamente la fattispecie della mora del creditore, che obbligherà il professionista ad attivare le misure di recupero del credito così come
previste dalla normativa .